mercoledì

18 giugno 1996 - L'abbè Samuel e il pranzo vescovile

Sto per andare dalle suore a mangiare, avendo queste invitato le Oblate di San Giuseppe. Questa mattina pulizie e sistemazioni varie in attesa di Danilo che dovrebbe arrivare domani sera, mercoledì 19 giugno con Padre Marco. Questa forse è la volta buona dopo 3 mesi e mezzo di permanenza in Italia in parte dovuti anche agli ostacoli della guerriglia di Bangui di fine maggio.
Riprenderò più tardi.

Pranzo, chiacchiere, dormitina, preparazione breve commento al Vangelo per l'adorazione.
In serata arriva l'Abbè Samuel per chiedere un aiuto finanziario, un prestito per lavori alla sua casa di Bocaranga che fa acqua. Gli dò 15.000 franchi.
Si interessa al fatto che sto scrivendo una canzone in sango di cui gli leggo le prime due strofe. Me ne improvvisa una anche lui sul testo di Gv, 2 (Nicodemo) e la registro quando la canticchia. Mi ha detto che poi farà altre strofe.
Il Vescovo gli ha proposto un anno in Italia presso qualche prete. Per ora Samuel non sa ancora ne' chi, ne' dove. Quando ha saputo che mercoledì sera arriva Danilo ha detto che lo aspettava per un altro "prelievo". Speriamo che me li renda come ha fatto tre mesi fa con i 5000 che gli avevo dato. E, se no, "bonjour salut!".

Gli ho detto che il Centrafrica ha bisogno di abbè africani, che tengano duro nel loro ministero (e non...in altre cose, aggiungo qui). Vedere un abbè senza soldi è come vedere un gallo spiumato. Vale solo per gli abbè africani...? Mo gwenzoni, abbè Samuel! Nzapa a bata mo!

Domenica scorsa, 16 guiugno, il Vescovo ha celebrato la Messa delle 8.30 in occasione dell'infanzia missionaria promossa dai gruppi di Aita Kwe di Fatima e di San Joseph. Poi si è fermato qui e ha mangiato con noi.
Nel pomeriggio  di detta domenica visione di qualche mia videocassetta e di "Marcellino, pane e vino" con un gruppo di ragazzi.

In serata, sempre di domenica 16, sono venuti Luigi e Danilo Rossini per filmare il teatro popolare nella Maison de Jeunnes ma non c'era gente. Hanno filmato solo una scenetta fatta apposta per loro e si sono messi d'accordo, su mio e loro suggerimento, di trovarsi domenica prossima a Kella nel villaggio per filmare lo spettacolo tra le case del villaggio.
Hanno cenato qui con gli avanzi del pranzo...vescovile.
La scenetta filmata però alla fine non è rimasta registrata, la cassetta era diffettosa: una delusione per Luigi e per la sua professionalità! Per fortuna la telecamera non aveva colpa, la mia invece non ha mai perso un colpo.

11 giugno 1996 - Il predicatore ambulante

Nic ciekawego! Direbbero i polacchi, niente di importante.
In mezz'ora ho scritto due pagine di mini omelia per l'adorazione della figura del santo di oggi, San Barnaba. Nella seconda metà ho parlato dell'incontro con quel predicatore ambulante zairese che ieri sera è venuto alla mia porta e che già avevo incontrato a San Giuseppe. Ha ripreso con i suoi soliti discorsi, io gli ho dato un po' corda, un po' l'ho contestato, poi l'ho invitato ai vespri con i seminaristi quindi altri discorsi fino a che Joseph, la sentinella, che già lo aveva tenuto sotto controllo prima quando entrava e usciva dalla chiesa lo ha messo alle strette chiedendogli la carta di Battesimo che lui non aveva. Lo ha messo alla porta anche se pioveva.
Io seguivo la loro conversazione alquanto tesa cercando di captare qualche espressione francese.
Si tratta dei soliti esaltati che si autoproclamano messaggeri di Dio o "berger" come diceva questo e danno vita alle cosiddette "chiese apostoliche locali". Questo però non sembrava neanche troppo furbo.

Sempre ieri sono andato con Ludovik a filmare i lavori nei campi verso Kella. Lì c'era Anatole, un consigliere della Parrocchia già avvisato da Ludovik, con tutta la famiglia più un bracciante. Sono stati gentili e hanno collaborato benissimo. Ho dato loro 1000 franchi e 500 a Ludovik. Ho filmato anche la strada del ritorno con le sue buche, dal mercato di Herman fino a casa. Dovrò fare un po' di post-produzione cercando di ampliare i commenti fatti durante le riprese.

Ieri sera lettura della "Vita consacrata" con le suore, visione della videocassetta del giorno e lettura del Corriere Apuano che riportava parte della mia lettera (a puntate).

martedì

09 giugno 1996/2 - Silenzio, orsi, elefanti e preti

Sono qui davanti al quaderno alle 23 sempre  del 9 giugno, domenica sera. Avrei voglia di fare dei bilanci parziali di questo mio essere qui, ma se attacco a scrivere finisco domani.

Oggi ho dormito circa un'ora, ho fatto una lunga camminata nel corso per il funerale, in parte a passo svelto per raggiungere il corteo già partito e quindi ho un po' di sonno. Ho fatto qualche pipata con il batali bata africano, due dispetti alla gatta che ora è sparita.
Ripenso molto a problemi diocesani di Massa Carrara e Pontremoli e continuo a non capire come, come concordavamo oggi con Suor Silvia, certi silenzi: lei sul versante delle suore diocesane comprese le sue ed io su quello dei preti, delle suore, dei catechisti e loro gruppi. Non parliamo poi di associazioni o movimenti. Sette mesi di silenzio assoluto tranne alcuni gruppi di catechismo fivizzanese dove io sono stato parroco.
Continuo a non capire e ad aspettare segnali in senso contrario, o meglio, ad aspettare solo segnali e basta, magari: "Ma vai affanculo te e l'Africa!". Ma non arriva niente.

A questo aggiungiamo la scomparsa dalla scena presbiterale di don Paolo Tempella che, a questo punto, devo dire che non si è mai affacciato sulla scena africana tranne che per quel suo viaggio a Bouar e quella mezza idea di venire qui rivelatasi poi fasulla fin dalla mia partenza o prima ancora.

Mi sento parzialmente consolato pensando all'episodio evangelico del figlio che dice "non ci vado" e poi ci va. La stessa cosa è successa a me a proposito dell'andare in missione. Andare non è ancora tutto però adesso sono qui e quando si è in ballo bisogna ballare ed io cercherò di ballare, magari il ballo dell'orso o, meglio, dell'elefante, giacchè qui di orsi non ce ne sono.
Gli orsi sono piuttosto al nord e stanno ben rintanati e si chiamano soprattutto "preti". Amen!
Vado a letto.

Dimenticavo a proposito di associazioni: Luigi Mori e il suo Serra Club. Mi ha scritto e gli ho risposto.
E' l'unico segnale ricevuto fin'ora.

venerdì

09 giugno 1996 - Emanuel

Prima di scordarmi annoterò i nomi di quelli cui ho spedito una lettera tramite Suor Teresina che è partita da qui il 4 giugno. Sono: Luigino Mori, Romano Razzini, Comunità di Moncigoli, Comunità di Posara, Alberto e Rosalba e gli altri, Luigi Bertocchi. Ho mandato ad Alberto* anche una videocassetta con un po' di Gombu (bambini del catechismo, conversazione mia in primo piano sugli ultimi avvenimenti ovvero battesimi, cresime, colpo di stato, esortazione al clero diocesano etc.).

Oggi festa del Corpus Domini con processione e messa. Nell'omelia spunto dal Giovedì Santo, Eucarestia centro di unità e riconciliazione per singoli, famiglie, comunità e vita politica. Invito al nuovo governo a ritrovarsi attorno al Sacramento per imparare il servizio, l'unità. L' esempio di don Milani inserito nei rapporti della famiglia e della parrocchia.

Pomeriggio funerale di Emanuel al quale ieri sera avevo portato l'unzione degli infermi. Alle 24 è morto. Venendo via da lui l'ho salutato con un "Mo duti nzoni, balu mo, bonne dimanche". Mi ha risposto con un fil di voce: "Merci, abbè"! Tutta la famiglia riunita con il catechista Noel e me nella preghiera. Gli avevo dato il battesimo neanche due settimane fa. Era molto sofferente e malandato. Mi sono venuti a chiamare per il funerale all'1.45 ma io non ho sentito. Sono però uscito da solo alle 14.05. Ho incontrato delle donne che erano in ritardo come me e abbiamo raggiunto il corteo che era già partito. Ci siamo accodati a metà strada e ho dato l'ultima benedizione al cimitero. Il resto prima l'aveva fatto il catechista.

Quando si attraversano i quartieri è un continuo salutare, soprattutto i bambini: "Adriano!", "Adriano!" Peccato per il solito problema della lingua che mi blocca dal buttarmi in mezzo alla gente e ai ragazzi. Forse, anzi senza forse, è proprio il caso di farlo appunto per la lingua.

Ieri sera dopo ripetuti interventi di Luigi ha ricominciato a funzionare perfettamente il videoregistratore.

Sempre oggi 9 giugno ho consegnato altre lettere a Felice e Massimiliano che partono per l'Italia, sono indirizzate al Centro di socializzazione di Fivizzano, a Bertocchi Gemma** con cenni di saluto a don Igino e a Edda e famiglia.

* Alberto Filippi, uno dei fratelli
** la mamma

31 maggio 1996 - Nottata movimentata

Nottata movimentata. Quel balordo di Joseph, la sentinella (?) era sparito (l'altra sentinella diceva che era andato dalla figlia),
Fino all'una o quasi ho letto "Nigrizia", poi a dormire, poi in piedi dei rumori, poi su, poi giù e giù e su. Alle 4 ho visto Joseph al suo posto di guardia cioè sulla branda a dormire. Ho dato un colpo alla porta ma non è successo niente. O cambia o lo cambio!
Per fortuna questa mattina la messa non c'è essendo al pomeriggio per la festa della Visitazione.
La sentinella del garage, invece (per fortuna)..."dormiva" fuori accanto al focherello.
E' vero che la paga (circa 20.000 FR) non è astronomica, ma è quella sindacale. C'è gente che per la stessa paga lavora una giornata come manovale, muratore, cuoco, tuttofare. In Italia per la stessa paga uno non si metterebbe neanche la tuta.

Il mercato in città ha ripreso in pieno, la benzina è ritornata, le macchine viaggiano, qualche pazzo, anzi parecchi. Aumentano!
A Bangui si cerca di trovare una formula per un governo di ampia partecipazione. L'opposizione vuole il primo ministro. Tutti poi vorranno mettere le mani sulla "cassa" dove arrivano le entrate del "munambismo" nei confronti dell'estero.

30 maggio 1996 - Considerazioni...

Il videoregistratore continua a non funzionare: la cassetta rimane dentro.
Lettura di 3 capitoli di "Vita consacrata" con le suore insieme a considerazioni sull'accorpamento di congregazioni - doppioni e vivacchianti o morenti.

lunedì

29 maggio 1996 - Le Clarisse e una veglia eccentrica...

Ieri hanno rubato nella stanzetta del corridoio la coperta che avevo dato a sera prima al  Capucin per ripararsi dal freddo della notte. Era la coperta in dotazione alla mia camera. La colpa è di quello stronzo di sentinella che va a spasso lasciando la porta del corridoio aperta.
Questa mattina predica a lui e a Pierre, il cuciniere, a proposito di porte, di chiavi, di sorveglianza della casa. Si tratta, è vero, della sentinella del garage ma siccome staziona sempre davanti ala mia porta un'occhiata non fa male! Oltre a il fatto che ha l'incarico di controllare anche qui.

Avvenimenti degli scorsi giorni: battesimi e comunioni domenica di Pentecoste, una novantina di battesimi, 27 le Prime comunioni. Medaglie ai ragazzi del primo anno di catechismo, 139. Mi hanno dato una  mano per confessioni e messa padre Carlo e padre Francis

Il coprifuoco è continuato per tutta la settimana e a partire da lunedì le cose stanno ritornando alla normalità: a Bangui si sta trattando e i militari sono rientrati nelle caserme non senza aver sequestrato una vettura della missione di Bocaranga oltre a quella di padre Valentin qui a La Yolè.

Domenica a pranzo c'erano padre Carlo, Dante e le suore. Sabato sera, 25, veglia della parrocchia in preparazione della Pentecoste. L'ho voluta io questa veglia per avere un momento unitario tra tutti i movimenti della parrocchia che volentieri vanno ognuno per conto suo.

Martedì 21 quindi incontri di preparazione con i responsabili dei movimenti e sabato veglia con una partecipazione non eccessiva dato il coprifuoco che scoraggiava i lontani dalla Chiesa. I movimenti che sono intervenuti alla preparazione sono stati: Carismatici, Legion, catechisti, padre Villen. Si è riflettuto su cinque temi legati all'azione dello Spirito: verità, riconciliazione, carismi, consolazione, unità. Interventi molto lunghi di ciascuno tranne il mio contenuto entro 6-7 minuti (strano!) I Carismatici avevano anche loro la loro veglia notturna dedicata al loro...Santo e dopo qualche contrarietà iniziale hanno collaborato partecipando a parte dell'una e naturalmente all'altra. Per  suor Pascale questa veglia si trattava di una "eccentricità". Povera suor Pascale, simpatica ma anche vecchia nel cervello e legnosa nel capire quello che non rientra nei suoi schemi. Comunque è venuta anche lei.
...
Ho parlato or ora con Pierre e la sentinella: asch! ah! eh! ahi! ma la coperta non è tornata. Ordini severi su chiavi, porte e movimenti di gente. Magari la prossima volta rubano il campanile...o il prete!

Mi ha detto Dante che Luigi ha riparato ieri sera il videoregistratore. Qualche piccola responsabilità nel guasto ce l'ho anch'io, sempre però per cercare anch'io di farlo funzionare. A questo punto c'è il rischio di perdere del tempo davanti al televisore magari per vedere e rivedere la mia produzione...artistica. Servirà comunque per fare dei montaggi con la telecamera.

Ieri martedì 28 sono stato dal Vescovo per concordare le Cresime. Abbiamo parlato di politica centro africana, dei recenti avvenimenti,  del tentato colpo di stato dei militari o, meglio, di una parte di loro, della posizione equivoca di Jaques, capocatechista, con la sua vendita abusiva di medicinali ecc. ecc.

Quando vado dalle Clarisse, come ieri per ostie o altro, continuo a far loro prediche sul loro modo, a mio avviso, ottuso di intendere e di praticare la clausura. Povertà per loro è anche dipendere dagli altri per tante piccole necessità che richiedono viaggi all'esterno. Per me la loro è una elegante forma di sfruttamento della disponibilità degli altri per farsi sentire. Ma come ho detto loro, le mie osservazioni hanno lo stesso effetto che lavar la testa all'asino e quindi ci rinuncio d'ora in poi. Le metterò nello stesso mucchio dove ho già messo quelle di Aulla e le suore missionarie di Maria di Zamperini, con molti punti più a vantaggio di queste di Bouar che se non altro (c'è anche dell'altro) hanno più senso dell'umorismo e meno fondatori viventi, anzi nessuno!

Qualcosa si sta muovendo nel sango, anche in quello parlato: una certa facilità nel comporre omelie scritte, preghiere dei fedeli parlate e interventi o esortazioni occasionali nella Messa, specie se c'è da fare qualche osservazione o critica.
E' sempre lo stesso problema: quando sono un po' arrabbiato parlo meglio sia il francese, sia il sango. Devo avercela con qualcuno per cavarmela meglio. Originale, no?
Stop.